Terra Fageto, Azienda vinicola Biologica tra cielo e mare

Storia di Produttori Marchigiani “Buoni e Bravi”

I colori sono quelli caldi dell’autunno. La vigna è rosso ruggine con punte di giallo bruciato. Lo sguardo segue i filari a perdita d’occhio e si tuffa nel blu del mare. Un contrasto di toni che rigenera e mette pace con se stessi e col mondo.

Ad accogliermi c’è Angelo di Ruscio che mi racconta la storia di Terra Fageto che poi è quella della sua famiglia da 4 generazioni, con la passione di chi in queste terre ci è nato e cresciuto.

Fragustoepassione - Terrafageto - vinni bio

Tutto inizia da suo nonno. Al principio l’azienda si chiamava Castel Fageto, dal nome del Castello di Pedaso. Attualmente comprende diversi terreni nella zona della Val d’Aso per un totale di 35 ettari. Il passaggio al biologico è avvenuto circa 8 anni fa grazie a quello che Angelo definisce un naturale cambiamento per una serena convivenza reciproca:

“Siamo Noi i primi che andiamo in campagna, che lavoriamo a contatto con la terra tutti i giorni, siamo noi che la calpestiamo e i primi che ne raccogliamo i frutti…è normale che vogliamo che tutto sia il meno inquinato possibile. Ci sembra giusto prima di tutto per noi”

Così da una coltivazione e vinificazione completamente biologiche, nascono nettari d’uva dal sentore fruttato e floreale. Si evitano i concimi chimici (si utilizzano solo rame e zolfo in campagna) e in tutta la produzione c’è un uso minimo di bisolfiti.

La Produzione

Sono 9 i Vini Terre Fageto, di cui 2 bollicine e 3 Riserve. Il bianco occupa oltre il 70%: Passerina e Pecorino in purezza e Falerio (storico della zona). Da poco hanno avuto l’ importante riconoscimento “Eccellenza delle Marche” con il Rusus, il loro Rosso Piceno Doc Selezione.

“Non è comunque nel DNA dell’azienda partecipare a concorsi, al contrario preferiamo  portare i ristoratori e i consumatori in vigna, per far vedere come lavoriamo e farci conoscere”.

Non a caso due volte all’anno, in concomitanza della produzione dei vini nuovi, i ristoratori vengono invitati a partecipare a una grande cena informale per degustare con calma  i vini dell’azienda.

Ma non è tutto. Mi guardo intorno e vengo nuovamente rapita dal paesaggio. E scopro che d’estate si svolge una suggestiva cena tra i filari aperta tutti. Mentre ascolto la descrizione di Angelo,  la mia immaginazione inizia a visualizzarla: tantissime lucine, musica di sottofondo simile a una colonna sonora dei film di Ferzan Özpetek, tutti vestiti di bianco solleticati da un venticello serale estivo e dall’estro creativo delle proposte di Enrico Mazzaroni, noto chef dell’ex Tiglio di Montemonaco (ora tornato “IN Vita” a Porto Recanati proprio grazie alla tempra combattiva e sensibilità artistica dello chef stesso).

Laboratorio e punto vendita

Una breve visita al reparto produzione e affinamento, con un veloce excursus sui principi della fermentazione e uno sguardo rapido alla bella Barriccaia, precedono il momento più interessante e godurioso: la degustazione.

Il punto vendita è completamente nuovo con un grande camino al centro che fa subito  pregustare quelle atmosfere “calde e sognanti” di un buon calice di vino sorseggiato lentamente davanti al fuoco, lasciando fuori, insieme al freddo inverno, anche tutti i pensieri.

Alle bollicine amabili e briose (proposte nella versione Passerina Spumante Brut e Sangiovese Rosato Spumante Brut) io preferisco qualcosa di più robusto e pronunciato.

Una nota di merito va a mio parere a Elisena 100% Chardonnay affinato un anno in barrique. Il suo carattere forte e deciso non è un caso: 14 gradi alcolici per un bianco sono davvero tanti!

Sono le 11 della mattina, forse ho bisogno di un pezzettino di pane prima di passare all’assaggio dei rossi.

E così, scopro con immenso piacere, che la mamma di Angelo fa anche un pane eccezionale (purtroppo non in vendita) con lievito madre e farine di grani antichi. Almeno ho anche la scusa di assaggiare l’olio prodotto dall’azienda, anch’esso biologico raccolto a mano e molito a freddo. Una bella scarpetta non me la toglie nessuno!

Dopo un assaggio del novello, prima di  congedarmi dall’azienda riempio il  calice con il Rusus, il loro Rosso piceno Doc Selezione (un  anno di affinamento in botti di rovere da 25ettolitri).

Si rivela un’ottima scelta.  Il brindisi finale lo dedico proprio a quest’azienda, un’altra bella realtà Biologica delle Marche.

 

 

2019-04-17T21:40:13+00:00 10 gennaio 2018|Vino|

About the Author:

Chi è Francesca? una creme brulée, anima dolce sotto uno strato duro, durissimo di zucchero bruciato (e una punta di acidità che mi accompagna da sempre). Cerco l’equilibrio nei piatti e nella vita. Odio le cose scontate e amo le tentazioni. Gli amici mi chiamano FRA, mi piace sedermi a tavola e godermi un viaggio tra GUSTO e PASSIONE.

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Nella sezione SFIZI&CO, racconterò di questo e molto altro ancora.