4 Ristoranti Campestri: sfida Antipasto Terra

Il mio viaggio nelle cucine marchigiane continua. Tanti Ristoranti un solo obiettivo: aggiudicarsi il titolo  finale di ANTIPASTO ESTATE 2018.  Dopo il Mare, ci rilassiamo in Campagna. Il desiderio è quello di goderci un antipasto rustico, di quelli genuini che sanno di orto, di mani esperte, di tradizione marchigiana. E quale momento migliore di sfruttare le nostre Marche “multitasking” per immergerci nei paesaggi collinari, circondati dal profumo di erbe aromatiche e fiori primaverili?  4 Ristoranti Campestri, 4 categorie da votare:  Location, Presentazione, Territorio e Gusto. Nulla è ancora deciso…

Ristoranti, Ristoratori  preparatevi sta per iniziare la sfida:
Antipasto di  Terra

Andiamo a conoscere i 4 Ristoranti…

LA ROVERELLA

Sfida antipasto terra

LOCATION : Alla Roverella sarebbe stato un peccato andarci da sola perchè offre tanti spazi verdi dove i bambini sono liberi di giocare e di muoversi. Così ho deciso di mettere un po’ alla prova il locale portandomi dietro due piccoli, validi e vivaci aiutanti. Immersa nella campagna tra Filottrano e Osimo, la Roverella non solo ha superato la prova ma  anche le mie aspettative. Il locale è rustico, allegro, non eccessivamente grande, non dispersivo e illuminato da ampie vetrate. Oltre a un bel prato con scivoli e altalene esterni, c’è anche un (rarissimo) angolo bambini con giochi, fogli e colori all’interno del locale e tanti dettagli a misura di piccoli (lo sgabellino per arrivare a lavarsi le mani in bagno ne è solo un esempio). A tutto questo si aggiunge una cucina autentica con una Padrona di Casa (Lori)  dalle mani d’oro: la pasta, le confetture, le salse, i liquori, le torte sono fatte in casa da lei con ingredienti del territorio per la quasi totalità biologici. E del cestino del pane, grissini, pizza e focaccia al formaggio vogliamo parlarne? Tutto con farina semi integrale ma soprattutto con lievito madre (una faticaccia per lei, un privilegio per noi!). In più le porzioni sono giuste, i prezzi sono onesti, c’è flessibilità (si può scegliere sia il menu a prezzo fisso a 25 euro che ordinare alla carta) e tantissima attenzione anche ai vegani che trovano  numerose proposte sfiziose e una torta di mele calda con gelato alla vaniglia spaziale!

EVERGREEN LA ROVERELLA

antipasto vegetariano_ La Roverella

ANTIPASTO IN SFIDA: L’ antipasto La Roverella è composto da sette portate sia calde che fredde. Per la sfida è stato creato un mix in un impiattamento unico allegro e colorato. I sapori dell’orto erano rappresentati dalle erbe strascinate e zucchine trifolate (non agliate menomale! Io forse con le zucchine  avrei fatto quasi quasi una frittatina con un po’ di  menta o  in alternativa frittatina con gli asparagi che è periodo). La tradizione era presente  con la zuppetta di cicerchia (sempre gustosa). L ‘alternativa veg era rappresentata dalla pallina di hummus e dal più ricercato tortino al topinambur (buonissimo). Lo sfizio dal pecorino fritto. A questo si aggiungeva un piccolo assaggio di formaggi marchigiani presidi slow food esaltati da una chicca: la confettura di scorzette di anguria fatta in casa da Lori che è davvero strabuona e originale. Sapori casarecci, tradizionali, che ti garantiscono certezze di gusto, soprattutto se accompagnati da un buon Rosso Conero. Tanto poi per digerire e rilassarsi c’è la ricetta segreta di Lori: un infuso alcolico di Tanaceto (una sorta di margherita gialla molto aromatica) che da solo merita il viaggio! Antipasto completo 10 euro.

IL GIRASOLE

ne_ 4 ristoranti_ Ristorante Il Girasole

LOCATION: Il Ristorante Girasole è un allegro e grande casale nella campagna di Camerano,  circondato  da un bel giardino  e con un panorama incredibilmente poetico  sulle nostre colline. I grandi spazi e i giochi all’aperto lo rendono meta ideale per  i  bambini,  che trovano anche un  piccolo recinto con  qualche animale da cortile e strepitosi porcellini vietnamiti.  Le proposte  nel menù, sia di carne che di pesce,  mantengono  una base  regionale-tradizionale  con qualche contaminazione internazionale  (il titolare e chef Samuele ama viaggiare e sperimentare). Il pezzo “forte”? Sicuramente  il formaggio ! Il perchè è presto detto: Samuele da alcuni anni porta avanti un progetto di produzione di formaggi di qualità, utilizzando le migliori materie prime del territorio. Pur non essendo un Mancinforte né un Corraducci, non avendo  origini nobili (almeno  accertate), Samuele ha intrecciato la storia dei suoi pecorini con quella più antica, affascinante e segreta delle grotte di Camerano. Da qualche anno infatti alcuni suoi formaggi hanno l’onore di invecchiare proprio nella Camerano sotterranea (leggi qui http://ristoranteilgirasole.it/i-formaggi/). Naturalmente il piatto degustazione di formaggi di produzione propria, accompagnato da miele di acacia e confetture va assaggiato, ma è interessante provare il formaggio anche in altre versioni, guardate un po’…

VIAGGIO NEL FORMAGGIO

fragustoepassione_ 4 Ristoranti _ Antipasto terra

ANTIPASTO IN SFIDA:  Un viaggio nel formaggio così composto: Mini crocchetta di rapa rossa e caprino , fiore di zucca in tempura ripieno di ricotta di vacca e erba cipollina e pan brioche alle noci con patata rossa di colfiorito,  porcini (sott’olio fatti da Samuele) , cipolla rossa caramellata e pecorino stagionato 3 mesi nelle grotte di Camerano. Il tutto presentato su un piatto di ardesia, accompagnato da un cestino di pane, pizza e grissini fatti in casa e bagnato da un generoso calice di d’Antan Verdicchio di Matelica 2015 non filtrato e biologico Cavalieri. I sapori sono decisi, un piatto  ben  condito e molto saporito ( forse anche perchè io sono abituata a mangiare “sciapo” come i bambini) ma sicuramente appetitoso. Gli ingredienti hanno tutti carattere e lo mostrano senza indugio ed è simpatico che sia mangiabile totalmente con le mani. La ricotta è eccezionale e interessante anche l’accostamento caprino acido e rapa dolciastra. Ovviamente non un antipasto “da tutti i giorni” perchè un po’ impegnativo sia da digerire sia da espiare per l’apporto calorico ( io non amo le bollicine ma forse qui , come mi avevano consigliato,  ci stavano bene)  ma utilizzato come piatto unico per un aperitivo-cena va benissimo. Lo troverete nel menu a breve , il nome ancora non ce l’ha, per ora chiamiamolo  Cheese-viaggio!? E il suo prezzo sarà 12 euro.

ORTO PI’ CANAPA HOUSE


LOCATION: Orto Pì Country Canapa House è una casa ecologica costruita con mattoni di calce e canapa, nei pressi di Loreto. Si tratta di un microcosmo perfettamente equilibrato: c’è una buona parte di tradizione nella filosofia ma c’è anche innovazione nella realizzazione e nei dettagli; c’è una sensazione di relax e lentezza nei ritmi che convive con l’idea di fermento creativo.  In più c’è sicuramente ecosostenibilitàKm zeroricerca e studio dei particolari.  Il ristorantino è piccolo (max 40 coperti), accogliente e coi tavoli ben distanziati.  Il bel camino e le candele fanno atmosfera. La cucina a vista incuriosisce.  Il nome (Canapa House) è una professione di fede e di intenzioni:  la canapa regna sovrana  (dalle tovaglie alle tende, dalla farina all’olio, per arrivare al menù che ne esalta le virtù in cucina). Le proposte della Carta sono un susseguirsi di prodotti “persi” del nostro territorio e “ritrovati” nel piatto con originalità. E se la canapa è regina, il vino è il re: tantissime etichette  che insieme a birre artigianali e una selezione unica di champagne, fa già pregustare momenti speciali per chi se ne intende. Se si aggiunge, oltre alla cortesia e ospitalità della padrona di Casa,  che i prodotti sono quasi esclusivamente  marchigiani (con tanto di  provenienza e tracciabilità) e rigorosamente stagionali (nella duplice versione da me apprezzatissima: porzione e assaggio) non resta che aspettare  l’antipasto che Ilaria e Marco (lo chef ) mi propongono…ovviamente sgranocchiando un pinzimonio dell’orto, il benvenuto del locale.

CARPACCIO DI CONIGLIO IN PORCHETTA CON PUREA DI FAVE

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ANTIPASTO IN SFIDA: Lo chef Marco (che nasce come pasticcere e ha girato tanto per il mondo), mi racconta che ha scelto il coniglio in porchetta perchè è un must della tradizione marchigiana. La parte creativa e interessante di questo antipasto (che potrebbe tranquillamente essere anche un  secondo piatto), è l’accostamento con la purea di fave, intervallata da crema di pecorino (pecorino + crema di latte cotto a 80 gradi). Cambia la consistenza ma non la sostanza: le fave con il pecorino ci vanno a nozze. Il piatto (tondo e con predominanza di colore verde alla vista)  si completa con l’insalata gentilina, in rappresentanza dell’orto di proprietà, e chips di canapa, in rappresentanza del prodotto più amato dal locale (in alternativa  focaccia sempre alla canapa con lievito madre). Sapori leggeri, che non si invadono l’un con l’altro ma restano ben riconoscibili. Il finocchietto e l’ aglio che nella versione classica del coniglio in porchetta sono estremamente  pronunciati, qui risultano ben dosati. Potrebbe anche essere interessante provarlo con due gocce di sapa. Magari è un’idea! Cosa ho bevuto?  Verdicchio dei Castelli di Jesi Podium 2014 Garofoli, che conosco bene  ( e chi non lo conosce?) ed è sempre un buon bere! Il piatto si troverà tra circa un paio di settimane nel menù a un prezzo di 10-11 euro. Dai che ci sono ancora 15 giorni di tempo per scegliere il nome.

AIòN MORODER

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LOCATION: Dalle mie ormai remote reminiscenze liceali il nome Aión porta con sè l’idea di tempo “senza tempo”. Dunque, una volta giunti in questo antico casolare ottocentesco, seduti su quella veranda che si affaccia su colline di vigne a perdita d’occhio, l’invito e la voglia è proprio quello di rallentare, fermarsi e stare ad ammirare. Se poi si aggiunge che in questa magnifica veranda d’estate si può anche cenare, accompagnando il pasto con dell’ ottimo vino di produzione della stessa azienda Moroder,  chi ha conquistato il tavolo non si alzerà mai più. Leggendo il menù si percepisce che vige la regola del “Tutto fatto in casa”:  dalla farina (biologica e macinata a pietra) alla pasta al pane, dall’olio al vino (l’anno di fondazione della cantina risale al 1837) , dalle verdure dell’orto all’ allevamento di animali di bassa corte.  E siccome non ci facciamo mancare proprio niente c’è anche una tartufaia  che conta 700 piante di quarcia  e dove si raccoglie tartufo nero tre volte all’anno: pregiato, moscato ed estivo.  L’apparente semplicità e genuinità sono solo l’inizio di un viaggio che poi si rivela intrigante e complesso al palato. Guidata dai racconti e dalla cortesia di Marco Moroder, sono pronta a partire…

UOVO SPLASH

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ANTIPASTO IN SFIDA Dierettamente dalle uova delle  galline Moroder allevate a terra mi ritrovo in un bel piatto dalla forma leggermente allungata un tortino di spuma di uovo tartufato, dal cuore caldo, servito in un cestino di guanciale croccante su fonduta di formaggio. Il tartufo è lo scorzone la cui primissima raccolta  inizia proprio dalla metà di maggio (che fortuna!).   Non sono molto per la parola #Foodporn, però non posso negare che questo tortino ne è la personificazione. E’ gudurioso, è saporito, è originale. Affondandando la forchetta si assiste a un’esplosione di gusto e colore: il giallo intenso e liquido dell’interno dell’uovo si mescola alla crema di formaggio e l’acquolina in bocca è immediata e spontanea. Al gusto sembra una strepitosa carbonara (ovviamente senza spaghetti)  con l’aggiunta di tartufo che ne esalta e nobilita il profumo ed il piacere. Un piatto strong e molto saporito per la presenza forte del guanciale. Per quanto riguarda il vino da accompagnarci non c’è che l’imbarazzo della scelta.  Probabilmente un  bianco ci sarebbe stato meglio ma  non ho resistito al richiamo del  Rosso Conero Aiòn ( dal forte profumo di visciola, morbido e fresco al punto giusto). Impossibile non fare la scarpetta (i panini alle noci e la focaccia del cestino erano uno scrigno delle delizie). Per il massimo della goduria  avrei aggiunto una fetta di pane abbrustolito da utilizzare per il momento solenne della rottura dell’uovo! Unico rammarico, averlo fotografato troppo per riuscire a mangiarlo bello caldo come avrebbe meritato. Prezzo 12 euro.

Il vincitore della sfida Antipasto Terra é…

E dopo tanto assaggiare, mi ritiro per deliberare. Intanto domani sul post della pagina facebook #Fragustoepassione troverete per 24 ore le  immagini dei 4 piatti, così potrete esprimere la vostra preferenza. Il mio voto naturalmente “potrà confermare o ribaltare il risultato”. Poi venerdi alle 14 vi porterò direttamente nel ristorante del vincitore!

 

 

 

2018-07-17T04:06:20+00:00 21 maggio 2018|4 Ristoranti|

About the Author:

Chi è Francesca? una creme brulée, anima dolce sotto uno strato duro, durissimo di zucchero bruciato (e una punta di acidità che mi accompagna da sempre). Cerco l’equilibrio nei piatti e nella vita. Odio le cose scontate e amo le tentazioni. Gli amici mi chiamano FRA, mi piace sedermi a tavola e godermi un viaggio tra GUSTO e PASSIONE.

2 Commenti

  1. Daniela 23 maggio 2018 al 1:03 pm - Rispondi

    Sarà davvero difficile votare il migliore Francesca!!

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Passione. Cosa mi piace (assaggiare&scrivere)…

 

Nella sezione SFIZI&CO, racconterò di questo e molto altro ancora.